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Ciao a tutti. Stasera (ore statunitensi orientali), vi propongo il terzo dei primi sei capitoli di Premonizioni, libro primo dei Conquistatori di K’Tara.

Spero vi sia piaciuto incontrare il Gran Principe Aithen, fratelllo maggiore di Toras, Elyana Lux Baiula (Portatrice di Luce), consigliere della famiglia reale, così come i loro capitani e il Serpente nel secondo capitolo.

Il terzo capitolo, chiamato Sotto lo Scudo Acustico, vi permetterà di comprendere un pò la natura della minaccia che comincia a pesare su K’Tara, nonchè di intravedere la personalità dei nostri eroi e il rapporto tra i fratelli e la loro consigliera.

Come sempre, troverete qui il diagramma relazionale che mostra chi sono i personaggi principali e in che modo sono connessi.

Spero vi piaccia anche questo capitolo. E, se fosse il caso, lasciatemi un commento in basso.

L.A. Di Paolo

III  SOTTO LO SCUDO ACUSTICO

 

L’Alba era a poche ore di distanza quando, vedendo che tutto era sotto controllo, Toras invitò il fratello a venire con lui nel suo alloggio privato a bere del vino. Una volta arrivati, Toras si agitò visibilmente. Si guardò intorno e vide macerie qua e là sul pavimento della sua sala. I danni tangibilii che la fortezza aveva subito turbarono Toras. Per lui, il Passo del Corno era un simbolo della potenza del regno.

Il principe più giovane si diresse verso il grande focolare appena acceso dalla sua governante. Infatti, anche se le giornate potevano essere piacevoli e raggiungere le quattordici – diciassette pietre[1] durante i mesi estivi, le notti diventavano sempre più fredde nel Passo, con la temperatura che spesso scendeva a un ululone per notte[2]. Mentre Toras fissava vacuamente il fuoco, Aithen si avvicinò.

“Sembri preoccupato.”

“Io…” Toras rabbrividì mentre riaffiorava in lui la paura che aveva nascosto ai suoi uomini durante la battaglia. “La Serpe – sentivo che cercava di strapparmi via il cervello. Era ancora più spaventoso del pensiero che mi facesse a brandelli. Non l’hai sentita anche tu scavare nella tua mente?”

Aithen scosse la testa.

Toras continuò: “È stato orribile! Mi ci è voluto ogni briciolo della mia volontà per non far vedere agli uomini che ero in panico.”

“E poi perché era qui?! Perché? Cosa vuole?”

Incrociò le braccia e con la mano destra sul labbro inferiore, Aithen rispose: “Vorrei saperlo anch’io, Toras”, poi aggiunse: “Nostro padre deve essere informato di quello che è successo qui.”

Improvvisamente, la rabbia di Toras divampò. “Perché non è più tornato?! Se n’è andato ormai da interi quarti e ancora non si è fatto vivo! Avrebbe dovuto essere qui ieri!”

Aithen rispose più forte di quanto intendesse: “Preoccupa anche a me, Toras! Ma è possibile che i suoi affari a Spiritii l’abbiano trattenuto più del previsto. Non c’è bisogno di arrabbiarsi in questo modo!” Appena lo disse, Aithen si sentì in imbarazzo. Capiva le paure di suo fratello – la pensava allo stesso modo – semplicemente non gli piacevano gli sfoghi emotivi. Eppure, dopo un attimo, aggiunse: “Mi dispiace.”

Forse per il fatto che avesse quattro anni in più di Toras, oltre ad essere Gran Signore Comandante della Guardia Reale e il primo erede al trono, Aithen considerava gli scatti d’ira come un segno di debolezza. Toras adesso guardava suo fratello con uno sguardo rassegnato; le sue espressioni facciali cambiavano repentinamente – e con esse i suoi umori. Disse: “Probabilmente hai ragione, Aithen. Ma è molto insolito anche per lui.”

Aithen, che aveva accennato ad andarsene quando Toras si era infervorato, si voltò e disse: “Lo so.” Riprese ad allontanarsi, si fermò davanti a una scrivania disseminata di documenti – sembravano dei rapporti. Li raccolse, ma non li lesse, e disse: “Toras, puoi chiamare Elyana? Abbiamo bisogno dei suoi consigli, così come di alcune risposte su ciò che è successo qui stasera.”

“Andrò io stesso a chiamarla.” Mentre Toras usciva dalla camera, un altro guardiano – più vecchio dei due che erano stati lì il giorno prima – cominciò a seguirlo, ma il principe lo fermò con voce brusca, dicendo: “Non seguirmi. Torno subito.”

“Ma…”

“Ho detto di no, Rathos.”

E con questo, il principe si allontanò, con una faccia tormentata e ansiosa, per andare a cercare la Lux Baiula, chiedendosi se le sue risposte lo avrebbero aiutato a ritrovare un po’ di calma.

Rathos si scambiò sguardi preoccupati con l’altro guardiano in servizio alla porta ed entrambi emisero un sospiro pesante guardando il principe allontanarsi.

Mentre Aithen aspettava il ritorno del fratello, ripercorse tutto ciò che aveva appreso dal padre e dalla Sorellanza riguardo alla Serpe, sperando di arrivare a cogliere il senso della sua presenza lì, in quel momento. Ma era un esercizio inutile e frustrante. Si diceva che la creatura già fosse stata sconfitta, quindi, a meno che le Lux Baiulae, che avevano assistito alla sua fine, non avessero mentito, o non fossero state ingannate, come poteva esserci? O forse – pensò Aithen – Elyana si sbagliava e la creatura a cui si riferiva non era la Serpe, ma semplicemente somigliava – e si comportava similmente – alle Ali del Signore Oscuro? Ma chi avrebbe potuto realizzare una copia? Si diceva che la Serpe fosse una creazione di Noctiferus stesso, a partire da un giovane rokon. Le implicazioni logiche di questi scenari non erano di quelle che Aithen osava esplorare ulteriormente.

Quando Toras tornò con Elyana, Aithen si scrollò le preoccupazioni di dosso per accogliere la Lux Baiula. Toras era accanto a lei e aveva un atteggiamento molto più calmo. Aithen lo guardò perplesso, ma poteva capire cosa avesse placato la mente di suo fratello.

Anche se Toras nutriva qualche perplessità sulla Sorellanza, gli piaceva Elyana e spesso in gioventù l’aveva vista come una sorella maggiore. Come poteva non farlo? Era stata consigliera del re per più di trent’anni ormai e per gran parte di quel tempo aveva praticamente vissuto con loro, nel Palazzo Reale.

Certo, Elyana non era lì per intrattenere i principi, ma piuttosto per consigliare il re e per favorire l’istruzione dei suoi figli. Aveva fatto entrambe le cose molto bene, sebbene il principe più giovane avesse sempre preferito l’attività fisica agli studi intellettuali. La sua infanzia era passata tra corse all’aperto e inseguimenti a qualsiasi creatura gli capitasse a tiro, mentre durante l’adolescenza i suoi interessi si erano spostati su attività più intense, come le arti marziali, far volare furani in formazioni acrobatiche con l’élite furanica della Guardia Reale, e la cattura e la domesticazione dei belwohr.[3].

Ed Elyana, che aveva sempre avuto un’acuta sensibilità verso ciò che motiva gli umani, capì che per riuscire a educare Toras, doveva condividere con lui i suoi interessi. Così, aveva preso ad allenarsi con lui ogni tanto, cosa in cui era piuttosto abile dato che era stata una Fascia Rossa prima di diventare consigliere del Gran Re. La decisione della Lux Baiula aveva ovviamente scioccato molti, tra cui il Gran Re e la sua consorte, ma il suo stratagemma aveva funzionato e il principe aveva imparato quello che serve sapere per guidare gli altri, anche se la sua interpretazione dei principi di leadership e governo differiva un po’ da quella del re.

Guardando la Lux Baiula con un sorriso grato, Aithen disse: “So che sei esausta, Elyana, ma ci sono alcune cose che Toras e io abbiamo davvero bisogno di sapere e ci sono anche alcune decisioni che dobbiamo prendere prima di andare tutti a dormire, per quel che rimane della notte.”

Elyana annuì. Nel mentre, si udì qualcuno bussare secondo una sequenza schematica di tre colpi. Toras rispose con un “Entra pure, Lenion.”

Una donna bassa, leggermente corpulenta, entrò con un sorriso caloroso, una caraffa di vino e tre tazze. La donna era la governante di Toras. Guardando Elyana, il principe disse: “Un po’ di vino?”

Elyana annuì, e Lenion versò a ciascuno di loro una tazza. Fatto ciò, si inchinò rispettosamente, poi si allontanò e uscì dalla stanza.

Dopo aver bevuto un sorso del vino e averne assaporato l’aroma per un attimo, Aithen disse, per lo più a se stesso: “Strano che io possa trovare piacere in questo vino… nonostante la nottata che abbiamo passato. I civili sopravvissuti troveranno qualcosa da gustare?”

Toras, che stava per prendere anche lui un sorso di vino, fermò la sua mano. Si voltò verso Elyana, chiedendosi cosa ne pensasse del commento di suo fratello, ma vide solo un’espressione vuota sul suo viso.

Aithen notò l’effetto del suo commento e si affrettò ad aggiungere: “Non intendevo suggerire che non dovremmo… bere vino. Mi sento semplicemente stordito e giù di corda…e il rimorso occupa i miei pensieri.”

Poi, cambiando improvvisamente tono e argomento, Aithen disse: “Come procedono i soccorsi, Elyana?”

La Lux Baiula non reagì con la stessa sorpresa di Toras. Disse: “Come ci si può aspettare, dato il numero di feriti. Ma le guaritrici del villaggio hanno alcuni rimedi sufficienti per le ferite superficiali e la loro assistenza mi ha certamente aiutato a concentrare tutta l’energia che mi è rimasta sui feriti gravi. Ma non sono riuscita a fare nulla di significativo per gli uomini che sono stati aggrediti dall’attacco mentale della Serpe e che sono sopravvissuti.” Elyana si fermò un momento, e con un tono cupo che sembrava pregno di sensi di colpa, aggiunse: “Penso che sarebbe stato meglio se fossero morti.”

Sentire la Lux Baiula fare una tale dichiarazione turbò i principi. Aithen obiettò: “Sai che quello che è successo non è stata colpa tua, Elyana.”

“Grazie, Aithen, ma non ho bisogno di essere consolata. Ho commesso diversi errori di giudizio questa sera e non importa cosa abbia effettivamente causato le morti e i feriti.” Dopo una breve pausa e un sospiro inusuale, la Sorella aggiunse: “Il tuo commento sul vino forse era appropriato… almeno per me. Comunque, grazie ad entrambi per aver espresso il vostro sostegno prima. Dubito fortemente che qualcuno mi avrebbe permesso di guarirlo se non fosse stato per il vostro intervento.”

Con un cenno di rassegnazione, Toras concluse: “Beh, come ha già detto Aithen, non crediamo che sia tua la colpa, Elyana.”

Elyana rispose come al solito con uno sguardo vacuo, poi disse: “Una cosa che mi ha sorpreso, ma anche consolato, è il fatto che la Serpe non ha usato i suoi attacchi mentali contro Harlion e i suoi uomini mentre erano nella torre.”

Aithen disse: “Me lo sono chiesto anch’io. Può essere che la Serpe sia rimasta interdetta o irritata da quel tentativo di abbatterla, dimenticandosi di usare i suoi attacchi mentali, come li chiamate voi?”

Toras interruppe con una risatina: “Ma certo! Succede anche agli uomini, a volte, specialmente a quelli impulsivi.” Il commento sorprese Aithen ed Elyana, ma Toras continuò: “L’hai visto anche tu, Aithen, quando un capitano è talmente sconcertato dalle tattiche del nemico che decide di caricare immediatamente, dimenticando tutti i suoi piani attentamente pianificati. Forse questa è una debolezza che possiamo sfruttare, se mai incontreremo di nuovo la creatura.”

Elyana emise un cinico borbottio. “Non so perché la Serpe non abbia usato il suo attacco mentale contro Harlion e i suoi uomini, sicuramente così li avrebbe uccisi con più facilità che tentando di rovesciare la torre, ma la tua ipotesi potrebbe benissimo essere giusta, Toras. Eppure, non ho memoria di una tale debolezza… Tuttavia, il tuo suggerimento è valido e lo terrò a mente, poiché sicuramente rivedremo la creatura.”

A quel punto, Toras si accigliò. Poi invitò i suoi ospiti a sedersi vicino al focolare. Toras si sedette accanto a Elyana, facendo sedere il fratello di fronte a loro, il che, per qualche motivo, irritò Aithen.

Dopo un breve silenzio durante il quale i principi considerarono la dichiarazione di Elyana, il Gran Principe prese il calice con entrambe le mani, i gomiti sulle ginocchia, e disse: “Elyana, abbiamo bisogno di capire cosa è successo qui stasera e ci servono risposte oneste.”

Elyana considerò la richiesta di Aithen solo un istante prima di decidere che lui e suo fratello avevano il diritto di conoscere tutto ciò che lei sapeva. Infatti, era stata mandata a Furania trent’anni prima per dare consigli e suggerimenti alla Corona, il che includeva i principi una volta adulti; ora, questo era il suo dovere. La pratica di assegnare un consigliere ai governanti dell’Alvinoria era un requisito dell’alleanza tra la dinastia coriolana e la Sorellanza, a cui l’Ordine aveva aderito per quasi cinquecento anni. E per la maggior parte del tempo, l’applicazione di tale accordo aveva giovato e continuava a giovare a entrambe le parti, anche se c’erano stati casi di consigliere esiliate da Furania dopo aver perso la fiducia del re, del senato o del popolo.

Gli studiosi laici credevano che il giuramento dell’Ordine di proteggere ogni vita fosse di per sé la causa della sfiducia che alcuni avevano provato e ancora provavano verso la Sorellanza, dato che la protezione di ogni vita significava che una Sorella avrebbe potuto  – in determinate circostanze – decidere a sfavore degli umani, se avesse giudicato che una particolare situazione potesse danneggiare i non umani più di quanto avrebbe giovato agli umani. Ma, dato che il giuramento era il principio di ogni loro azione, era rimasto immutato nel corso dei secoli continuando a nutrire i timori dei timorosi e il cinismo dei cinici.

Dopo aver posato la coppa di vino e messo delicatamente in bocca un pezzo di un frutto viola scuro e carnoso chiamato sabarà, Elyana batté le mani e, con movimenti da pittore, circondò la stanza con un campo di energia distorsivo.

I principi avevano sperimentato spesso questo tipo di campo, quando Elyana lo creava su richiesta del loro padre per poter discutere questioni altamente riservate. Si trattava di uno scudo acustico. Non era l’unico tipo, ma era facilmente realizzabile aumentando la densità della materia lungo le superfici di una stanza e facendo vibrare la materia in modo distorsivo. Chiunque al di fuori dello scudo avrebbe sentito solo voci ovattate. Lo svantaggio di questo scudo era che attutiva anche il suono che veniva da fuori.

Elyana disse: “Quello che diremo qui non può uscire da queste mura, almeno per ora.” I principi fecero cenno di aver capito. Elyana continuò: “Aithen, ti ricordi come finì l’ultima battaglia contro Noctiferus?”

Aithen tirò indietro la testa sorpreso, ma rispose: “Sì. È passato molto tempo da quando me l’hai insegnato, ma lo ricordo. K’Tara perse un gran numero di persone – decine di migliaia se ricordo bene – e il vostro Ordine circa la metà delle sue Sorelle. Alla fine della Battaglia Oscura, la Serpe fu catturata dalle Lux Baiulae e dai Luxori, che poi la portarono al tempio[4] di Aiala’Rhi dove la Creatrice ne prese possesso. Si dice che Aial’Rhi stessa abbia catturato Noctiferus e che l’abbia presentato in catene agli k’tarani in piazza. L’eliminazione della Serpe e di Noctiferus permise all’imperatore Flavius il Primo, insieme a ciò che rimaneva del vostro Ordine e dei Luxori, di sradicare le forze, ormai senza guida, che avevano servito Noctiferus, sebbene alcuni si diceva fossero fuggiti a nascondersi in qualche anfratto della nostra sfera. È stato anche scritto che Noctiferus fu privato di tutti i suoi poteri e portato in qualche angolo remoto del nostro universo, per passare il resto della sua vita imprigionato in qualche pianeta ignoto. Per quanto riguarda la Serpe, esistono testimonianze oculari della distruzione per mano di Aiala’Rhi.”

Toras chiese: “Allora come può essere qui la Serpe, se l’avevano uccisa?”

Elyana rispose: “Non lo so, ma è qui. O è stata risuscitata, o i racconti della sua distruzione sono falsi. In ogni caso, adesso è qui e sta cercando qualcosa.” La Sorella esitò un attimo prima di continuare il discorso, cosa molto insolita per una Lux Baiula. Elyana, in particolare, era una donna molto sicura di sé e diceva le cose come stavano, ma ora, un tremore impercettibile scorreva in lei. I principi si guardarono l’un l’altro preoccupati, poi riguardarono lei perplessi. Elyana espirò, sempre con esitazione: “Mentre ci proteggevo dalla Serpe… L’ho sentita parlare con me. Sono rimasta interdetta e avete potuto vedere il risultato quando ho scagliato il colpo di tuono sul fianco della montagna. Ripeteva qualcosa nella Lingua Antica più e più volte: “Finis adest. Sequimini aut morimini! che significa…”

“Lo so.” disse Aithen, con la voce tremante di paura “La fine è qui. Seguite o morite!”

Il terrore, profondo e pieno d’inquietudine, deformava i volti dei due fratelli.

Elyana cercò di alleggerire l’umore osservando la traduzione di Aithen: “La tua conoscenza della Lingua Antica è molto migliorata, mio Principe.”

Il Gran Principe scrollò le spalle, non curandosi molto delle lodi in quel momento. Invece, chiese: “Informerai la Magna Mater?”

“Certo, lo farò. Il prima possibile. Il ritorno della creatura è una minaccia per…”

Toras interruppe improvvisamente la Lux Baiula, urlando: “Ma qual è il significato delle parole della Serpe, Elyana. La fine? La fine di cosa? E seguiremo chi?”

La Lux Baiula stava per rimproverare il giovane principe per la sua impazienza, ma poi emise un sospiro stanco e disse: “Non conosco il significato delle sue parole più di quanto conosca i motivi della sua riapparizione. Ma la sua presenza qui è una minaccia per tutta K’Tara, come stavo per dire quando mi hai interrotto… mio Principe.”

Il rimprovero fece alzare bruscamente Toras, che sollevò le braccia in un moto di frustrazione e si voltò verso la Lux Baiula visibilmente alterato. “Mi dispiace, Elyana. Ma sai come corre la mia fantasia di fronte al pericolo, finché non lo comprendo.” Per dimostrarlo, Toras iniziò a camminare compulsivamente nel piccolo spazio tra le sedie, infastidendo Aithen.

Elyana guardò consapevolmente il principe: “Cos’altro ti passa per la testa, Toras?

“Penso che dovremmo trovare nostro padre e avvertire nostra madre!”

Elyana rispose: “Un punto ragionevole, mio Principe, farò in modo che un messaggio arrivi a Donna Darya. Ma dal momento che dovrà passare per il Governo di Kynaria, non rivelerò molto in esso. Per quanto riguarda tuo padre, dovrebbe essere riportato indietro il prima possibile.”

Toras, sempre pronto all’azione, si offrì subito di farlo: “Vado a prenderlo. Io e la mia Guardia alata conosciamo l’area che si stende da qui alle pianure a nord di Spiritii, meglio di te o della Guardia Reale, Aithen.” Il fastidio del Gran Principe si trasformò in irritazione, ma, prima che potesse dire qualcosa, Toras gli chiese: “È scortato dai soliti cinque[5], suppongo?”

“Sì, è così. Ma, Toras, è mio dovere e responsabilità riportare indietro nostro padre e la Guardia Reale ne è più che capace…”

“Miei Signori,” disse Elyana, interrompendo in principio il litigio tra i fratelli, “nella situazione attuale, credo che sarebbe più saggio che fosse Toras ad andare a sud per riportare indietro il Gran Re, dato che Aithen dovrà provvedere al trasferimento della popolazione di Passo del Corno, parlare al Senato, nonché riunire il Consiglio dell’Unione per organizzare il regno affinchè non si ripeta ciò che è successo qui.”

L’enumerazione di tutte le cose che Aithen avrebbe dovuto fare a causa dell’attacco della Serpe lo fece sgonfiare, e lui disse: “Molto bene. Elyana ha ragione. Vai. Ma prendi anche quindici dei miei guardiani.”

Toras annuì e disse: “I tuoi quindici e quindici dei miei migliori volatori. Partiremo all’alba, così avremo un paio d’ore per riposarci. So che mi servono. Comunque, troveremo nostro padre e torneremo con lui prima che tu raggiunga Furania.”

Aithen non fece altro che sospirare. Sapeva che Elyana aveva ragione. Avrebbe solo voluto rendersene conto da sé. Inoltre, non era proprio entusiasta all’idea di dover trattare con i politici.

Elyana aggiunse: “Anch’io cercherò di localizzare il re – attraverso il Legame. Se lo troverò, gli farò recapitare un messaggio dalla Sorella più vicina per informarlo del vostro arrivo, mio Principe.”

“Grazie.”

“Inoltre, Toras, ricorda che quello che abbiamo appena discusso qui deve restare segreto – per ora.”

Toras annuì. Poi si avvicinò al fratello, appoggiò le mani sulle braccia di Aithen e lo salutò con uno sguardo a metà tra la paura e la speranza. Toras era sempre stato molto espressivo, mentre suo fratello, al contrario, si sarebbe accontentato di un semplice addio – un atteggiamento che spesso amareggiava gli altri membri della famiglia reale. In ogni caso, dopo che Aithen rispose ai suoi addii con un bofonchio, Toras se ne andò, ansioso di preparare le cose per la partenza – e di dormire un po’. Uscendo dalla stanza, sentì lo strano rombo dei timpani causato dal campo di energia dello scudo acustico, così come l’ovattamento delle voci di Aithen ed Elyana. Pensò: Vorrei davvero poter imparare a farlo.

 

***

Dopo che Toras se n’era andato, Aithen disse: “Ho pensato una cosa, Elyana. È molto probabile che un venditore ambulante che si trovava al Passo del Corno quando la Serpe ha attaccato sia già in viaggio verso la città per diffondere la notizia, a meno che non sia tra i morti o i feriti.”

Elyana annuì.

Aithen chiese: “Puoi mandare un messaggio a Irania Lux Baiula attraverso il Legame? Dovremmo chiederle di intercettare chiunque arrivi da Passo del Corno per assicurarci che non diffonda voci. Dovremmo anche chiederle di far visita al Primo Senatore Leo per informarlo della situazione nel caso in cui le voci inizino a diffondersi nonostante i suoi sforzi.”

“Sono d’accordo. Dobbiamo evitare a tutti i costi la diffusione di racconti sulla natura del rokon, altrimenti la situazione ci sfuggirà di mano. Se ciò comporterà la sostituzione di alcuni ricordi, Tania Lux Baiula lo farà.”

Ciò fece rabbrividire Aithen. La cancellazione dei ricordi non era ben vista. Poi si ricordò del fratello minore e disse con urgenza: “Dobbiamo mandare qualcuno anche da Ori. Non voglio assolutamente che senta voci di morte!”

“Hai ragione. Potrei mandare Tania a trovarlo. Credo che lei gli piaccia. Dovrà dirgli che un rokon ha attaccato il Passo del Corno, ma, cosa più importante, può rassicurarlo sul fatto che tu e Toras state entrambi bene.”

Aithen annuì ringraziando.

Elyana continuò: “Come ho detto prima, dovrai anche convocare una riunione del Consiglio dell’Unione per pianificare la difesa delle loro terre e dei loro popoli, qualora la Serpe decidesse di attaccare anche loro.”

Il principe emise un forte sospiro.

Elyana lasciò passare un momento, poi continuò: “So che non sei impaziente – la politica non è di tuo gradimento, ma una risposta razionale alle minacce lo è, sebbene non ci siano conflitti da un po’ di tempo. Questa tua capacità di ragionare, anche quando ti ritrovi in mezzo al caos, è ciò di cui i vassalli e i sudditi di tuo padre avranno bisogno – almeno fino al suo ritorno.”

Aithen fece un altro sospiro.

“Naturalmente, sarò al tuo fianco ad assisterti durante questi incontri.”

Aithen ci pensò un po’ su. Voleva al suo fianco la Fascia Viola, consigliera del padre, a leggere le emozioni della gente e ad assicurarsi che lui non commettesse errori nel dare risposte ai senatori o ai proprietari terrieri? Eppure, per quanto sembrasse una cattiva idea, decise che non la voleva con sé. Disse: “Mi dispiace, Elyana. Devo farlo da solo. Tuttavia, accoglierò favorevolmente i tuoi consigli sulla strada per Furania.”

Elyana annuì, provando uno strano senso di orgoglio per il principe mentre pensava a come si era comportato durante l’attacco e a cosa avrebbe potuto essere chiamato a fare nei quarti o  nei mesi successivi.

Disse: “Devo dire che è stato… bello vedere come hai conservato il tuo giudizio durante l’attacco; sarà essenziale per te e per coloro che dipendono da te, incluso tuo padre. E se – e sto dicendo se – non dovessimo trovare il re, o dovessimo trovarlo inabile, il tuo ingegno ti servirà dato che dovrai diventare prima del previsto il leader che lui ti ha insegnato ad essere.”

Aithen la guardò con emozioni contrastanti. Da un lato, non osava pensare al fatto di dover raccogliere l’eredità del padre; Octavius era vivo, e lo avrebbero trovato, punto! Né era sicuro di essere pronto a prendere le redini del regno, nonostante fosse stato addestrato e istruito dai migliori per poterlo fare, un giorno. Ma non desiderava la corona, non ora, non così.

D’altra parte, Aithen fu toccato dalle lodi di Elyana e dalla sua esitazione nel fargliele. Era quasi come se nascondesse un qualcosa che provava per lui. Questo pensiero suscitò in Aithen dei nuovi sentimenti per lei, sentimenti che non aveva ancora imparato ad affrontare e che anzi lo misero proprio a disagio. Elyana era una donna bellissima, nonostante fosse più vecchia di intere decadi. Non sembrava avere nemmeno un anno più di lui, con quella sua pelle rosa, soda ed elastica, i lunghi capelli rossicci ondulati e gli occhi più azzurri del mondo. Tutto ciò, unito al notevole intelletto della donna, faceva sì che il principe desiderasse la compagnia di Elyana ogni giorno di più.

Mentre il principe combatteva contro lo sbocciare dei suoi sentimenti per la donna, la Lux Baiula stava elaborando le motivazioni che la facevano parlare così, come quando aveva lodato il principe. Ma a differenza di Aithen, lei non impacchettava le sue reazioni in pensieri emotivi, ma piuttosto in pensieri razionali, anche se il dibattito che stava avendo con se stessa sembrava dimostrare il contrario: È un buon leader ed è un uomo eccezionalmente intelligente. Non so perché hai esitato, Elyana! O Fondatore, dovrei punirmi per questo!

Notando infine l’imbarazzante silenzio, Elyana disse a voce alta: “Ora mi ritirerò nei miei alloggi e contatterò la Magna Mater. Devo informarla di quello che è successo qui… chissà, potrebbe essere in grado di fare un po’ di luce su tutto questo.” Con ciò, fece un lieve cenno di saluto ad Aithen, dissipò lo scudo acustico e lasciò la stanza.

Aithen la seguì con lo sguardo, riconoscente e malinconico, e gli sfuggì un sospiro silenzioso mentre uno dei suoi guardiani, che avevano preso il posto dei guardiani di Toras, chiudeva la porta dietro la donna.

 

[1] Una pietra era la temperatura raggiunta, in un minuto, da un litro di acqua quasi congelata quando un sasso infuocato di 10g veniva aggiunto ad essa.

[2] L’espressione ‘una notte a # ululoni’ indicava il numero di ululoni necessari per riscaldare. Più ululoni erano necessari, più la temperatura era fredda.

[3] I belwohr erano enormi animali carnivori che vivevano sulle Cime di Furano, grandi come vorani da battaglia, che spesso provavano a nutrirsi di giovani furani e talvolta di umani.

[4] Aiala (o Aiala’Rhi) era la Creatrice, il Primo Fondatore, e madre di tutte le cose nella religione Rhiiana.

[5] La guardia personale del re era composta dal Primus Julian, Jashan, Almiar, Kiron e Merr, tutte guardie giovani ma di grande esperienza.