Ho adorato Un gentiluomo a Mosca, e lo consiglio a chiunque ami – o stia cercando – una storia che li porterà, come una brezza porta le foglie, per esplorare cos’è che una vita piena di perdita e dolcezza, rassegnazione,  meraviglia, e speranza, può darci.

Come potete immaginare, questo non è un romanzo fantasy o di fantascienza, ma una narrativa scritta con tanta bellezza ambientata nella storia della Russia dopo la rivoluzione bolscevica. È una storia di sopravvivenza, cambiamento e incertezza; la storia di un aristocratico agli arresti domiciliari all’Hotel Metropol di Mosca, spogliato dei suoi averi e del suo titolo, proibito di camminare per le strade della Russia. Lì, vede i cambiamenti che stanno occorendo nella nazione attraverso coloro che visitano l’hotel o ci passano per caso. E mentre la vita cambia intorno a lui, il conte Rostov si adatta in modo che possa sopravvivere.

Ma quegli anni agli arresti domiciliari non sono anni amari; sono anni di scoperte, scoperte portate avanti da una giovane ragazza di nome Nina che fa amicizia con lui; e anni di enormi cambiamenti personali quando Nina torna da lui da giovane e gli chiede di prendersi cura di sua figlia, Sofia, per alcuni mesi.

I mesi si trasformano in anni e la vita del conte Rostov cambia in un modo che non si sarebbe mai aspettato, una vita piena dell’ansia di un uomo che non sa nulla di come crescere un figlio, ma anche piena di orgoglio, amore e speranza quando decide di diventare padre a Sofia. E i piani che il Conte fa per dare a sua figlia la libertà che merita quando diventa una giovane donna meravigliosa, porteranno anche alla sua stessa fuga e liberazione, trentadue anni dopo il suo arresto.

Se non siete stati convinti di leggere questo libro, date un’occhiata all’estratto di Un gentiluomo a Mosca, su Amazon. Sono certo che lo amerete.

L.A. Di Paolo

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